Sabato 05 Novembre 2011 09:44

L'Ordine interviene sulla trasmissione "Mi Manda Rai 3", a tutela della professione

 

ORDINE

ASSISTENTI

SOCIALI

Consiglio Regionale del Lazio

Legge 23 marzo 1993, n. 84

Ente Pubblico non Economico

(D.P.R. 5 marzo 1986, n. 68, art. 3)


Roma, 3 novembre 2011

trasmissione e-mail/fax


 

Programma Televisivo

"Mi Manda Rai Tre"

c.a. Redazione

 

 

 

Oggetto: comunicazione urgente

Facendo riferimento ai fatti esposti nel corso della Vostra trasmissione del 27 ottobre scorso, ci risulta che la presenza delle Forze dell’Ordine e degli Assistenti Sociali sia stata quella prevista dalla complessità del caso.

In generale possiamo affermare che nelle situazioni così delicate uno o due assistenti sociali appartenenti al Servizio Sociale competente per residenza di un genitore possano essere coadiuvati da altri colleghi competenti per domicilio/residenza dell’altro genitore.

In alcune situazioni altamente problematiche i servizi possono inoltre essere supportati dai vigili NAE (Nucleo Assistenza Emarginati) in borghese, appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, formati per intervenire in situazioni di estrema delicatezza, forniti di mezzi di trasporto senza segnali per accompagnare le persone seguite dai servizi.

L’intervento della Polizia di Stato e degli operatori del 118 avviene, come noto, per precauzione in un secondo momento, valutando la situazione in atto, per l’incolumità di tutti, rimanendo a distanza dall’area di intervento, pronti ad agire solo se necessario e mantenendo una presenza marginale.

Deploriamo la facilità con cui vengono esposti al pubblico biasimo, per l’ennesima volta, i servizi pubblici e gli assistenti sociali. Questi professionisti , non essendo presenti alla trasmissione e comunque tenuti per legge al segreto professionale, non possono motivare pubblicamente il loro operato senza rivelare informazioni personali non rivelabili.

Basandosi su fatti riferiti da una sola parte è stato messo, a nostro avviso, in difficoltà anche il Presidente del Tribunale, anch’ella impossibilitata a rivelare dati sensibili ai sensi di legge.

Informare il pubblico con parzialità, dando la falsa impressione di riferire tutta la complessità di questi casi e costruendo una trasmissione su fatti in cui è impossibile per legge strutturare un contraddittorio, offre un cattivo servizio ai cittadini.

Ci dispiace che questa volta sia accaduto in una programma televisivo apprezzato dalla nostra comunità professionale; con la presente chiediamo pertanto una rettifica all’inizio della trasmissione odierna, ai sensi di legge.

Cordiali saluti.

 

 

f.to LA PRESIDENTE

Giovanna Sammarco

GS/mp

 

 

Ordine Assistenti Sociali - Consiglio Regionale del Lazio
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