Mercoledì 02 Novembre 2011 10:41

Il contributo CROAS LAZIO al Programma del Consiglio Nazionale

 

ORDINE

ASSISTENTI

SOCIALI

Consiglio Regionale del Lazio

Legge 23 marzo 1993, n. 84

Ente Pubblico non Economico

(D.P.R. 5 marzo 1986, n. 68, art. 3)


Roma, 27 ottobre 2011
Protocollo n. 02075/2011

trasmissione PEC


 

Ordine degli Assistenti Sociali

Consiglio Nazionale

e,p.c. Ordine degli Assistenti Sociali

Consiglio Regionali

LORO SEDI

 

 

Oggetto: comunicazione in merito al Programma del Consiglio Nazionale

Questo Consiglio regionale del Lazio, intende fornire il proprio contributo al Programma del Consiglio Nazionale, di cui auspichiamo al più presto una definizione.

Si ritiene che il documento del CROAS Toscana riguardante gli obiettivi del programma del CNOAS (protocollo n. 790/2011 del 30/05/2011), sia ampiamente condivisibile e ci discostiamo dal loro punto di vista solo rispetto al tema della riforma del D.M. n. 165, nel senso che siamo favorevoli all’istituzione del Consiglio dei Presidenti.

Le obiezioni presentate, sarebbero valide, se non vi fossero altre tre cariche del Consiglio regionale, tra le quali il vice Presidente e vari coordinatori di Commissione, sui quali potrebbe essere rimodulata la responsabilità a livello della gestione regionale, così da liberare il Presidente per il ruolo nazionale che andrebbe a svolgere per una parte importante, ma non esaustiva del suo tempo.

Si ritiene però che sia assolutamente necessario stabilire un ordine di priorità delle azioni in favore della professione, suggeriamo pertanto i seguenti punti:

  • deprecarizzare la situazione dei giovani professionisti che operano negli enti pubblici e privati,sviluppando nel contempo spazi concreti per la libera professione e l’imprenditorialità sociale;
  • tutelare la professione nelle dotazioni organiche, promuovendo norme che definiscono standardsassistenti sociali/abitanti (particolare rilevanza in questo senso la definizione dei LIVEAS e il raccordocon le OO.SS.);
  • spingere il Parlamento a riprendere in considerazione la proposta di legge di riordino delle professionisociali;
  • intervenire affinché le funzioni dell’assistente sociale, definite finalmente in modo univoco, non possanoessere in nessun modo vicariate da altre figure professionali;
  • tutelare i professionisti che operano nei piccoli centri, esposti più di altri alle criticità ed alle pressioni del sistema politico, amministrativo, istituzionale; promuovere l’insegnamento universitario delle materie professionali da parte dei colleghi e rendere il percorso di studi sempre più professionalizzante, perseguendo quelle modifiche dell’iter universitario che impediscano la penetrazione della professione stessa da parte di laureati in altre discipline.

Cogliamo l’occasione per chiedere la riduzione della percentuale del contributo a Voi dovuto, in considerazione delle nuove competenze sulla “formazione”, così come previsto nel programma degli impegni elettorali presi, riduzione che a nostro parere dovrebbe essere del 15 %.

Rimanendo in attesa di una comunicazione in merito e disponibili per una fattiva collaborazione, si inviano distinti saluti.

 

 

f.to LA PRESIDENTE

Giovanna Sammarco

 

 

Ordine Assistenti Sociali - Consiglio Regionale del Lazio
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